I primi contatti con il Parlamento della Catalunya

Llegeix-ho en català
Léelo en castellano

Questa è la traduzione della nostra pubblicazione  datata il 19 maggio 2016.

Ieri, un gruppo di rappresentanza della Piattaforma Trans*forma la Salut è andato al Parlamento di Catalunya per iniziare delle riunioni con differenti gruppi politici.

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Esther di Chrysallis Catalunya, Mar e Ivana di Generem! E Pilar di ACATHI hanno dato inizio a questi incontri per far conoscere la nostra iniziativa ai diversi partiti politici. Vi riportiamo alcuni estratti del dossier che hanno presentato le nostre wonderwomen! 

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.“NUOVO MODELLO DI ASSISTENZA SANITARIA INTEGRALE PER LE PERSONE TRANS”

“Situazione attuale nell’ambito dell’assistenza sanitaria per le persone trans* nella sanità pubblica catalana e proposta di cambiamento per un modello integrale e rispettoso”. 

(Breve presentazione della realtà trans* e dell’ attuale situazione legale)

“Nonostante la tutela della legge, le persone trans* ci troviamo ad affrontare una realtà diversa nel nostro quotidiano. Le identità trans vengono classificate come realtà biomediche derivanti da un disordine mentale (attualmente diagnosticato come disforia di genere) e questo porta a una serie di gravi conseguenze: ci viene negata l’autonomia e la legittimità per realizzare cambiamenti fisici e per modificare i nostri documenti legali secondo la nostra volontà, subiamo problemi di manifestacio transsocializzazione quando lo facciamo in accordo al nostro sesso sentito e viviamo le nostre identità basate in principi no etero-normativi né binari (principi rigidi basati nel contrasto uomo/donna), ecc. Le istituzioni ci negano i diritti e ci tutelano, i mezzi di comunicazione ci stigmatizzano e ci riducono a immagini stereotipate, i mass media così come le entità che hanno un potere divulgativo rafforzano i paradigmi patologizzanti, vittimizzanti, classisti e non egualitari, mentre il mondo del lavoro ci esclude sistematicamente.”

Una volta spiegati questi concetti, la nostra presentazione si concentra nel mostrare che tipo di assistenza sanitaria stiamo ricevendo attualmente come persone trans*, quali sono i modelli esistenti e come li viviamo (con riassunti di dichiarazioni personali che abbiamo raccolto durante gli ultimi mesi).
“Attualmente, l’assistenza sanitaria alle persone Trans* in Catalunya è marcata da idee obsolete che obbediscono più a una interpretazione personale da parte dei professionisti che alla realità della maggior parte delle persone trans*. Come persone del collettivo dobbiamo affrontare quotidianamente medici che ancora vedono la transessualità come un disturbo mentale che richiede una diagnosi psichiatrica/psicologica, che si basano su protocolli antiquati che, oggi giorno, sono stati proibiti dalla OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) e dall’ ICD (International Classification of Diseases). Allo stesso tempo, la comunità scientifica sta mettendo in dubbio tutti i manuali che lavorano attraverso diagnosi nel momento di far fronte alla realtà trans grazie all’evoluzione della psichiatria, che si avvale delle evoluzioni neuro scientifiche e dei cambiamenti nei differenti paradigmi sociali.  

In Catalunya, l’unità di riferimento nel sistema pubblico sanitario è la UTIG dell’ Ospedale Clinico (basato in un modello biomedico che lavora attraverso diagnosi). In questa unità, noi  persone del collettivo trans* subiamo valutazioni diagnostiche arbitrarie soggettive, classiste ed etero-normative per poter così accedere all’assistenza medica necessaria. Ci vediamo obbligat* a trattare con medici che non ascoltano, che giudicano corpi, che fiscalizzano pratiche sessuali, che decidono cosa dobbiamo dobbiamo dire e fare nel contesto familiare, nel lavoro, con il/la nostr* compagn*, ecc…llibres patologitzants  I trattamenti che ci offrono sono obbligatori, spersonalizzati e con accesso limitato solo a chi supera le valutazioni basate in modelli molto rigidi. I trattamenti sono processi di terapie ormonali e di terapie obbligatorie per poter ottenere perizie mediche che permettono di accedere alla modificazione legale di nome e genere nel Registro Civile. Le liste di attesa per le operazioni chirurgiche sono opache e sono sature, fino a limiti estremi il che significa che molte persone possono arrivare ad aspettare anche 25 anni per essere operate. Anche l’assistenza alla diversità (minorenni, terza età, persone con diversità funzionali, malattie croniche, ecc..) è molto carente in questa unità. 

Al di fuori di questa unità, sfortunatamente, le dinamiche si ripetono in molti ambulatori privati e in altre aree di assistenza della sanità pubblica. Nonostante questo, dal 2012 ed esclusivamente a livello ambulatorio, troviamo l’esempio positivo dell’ Unità Trànsit (basato in un modello biopsicosociale che lavora attraverso l’accompagnamento e la consensualità informativa). 

logo transitNell’ Unità Trànsit si ascolta, si accompagna e si offre un’assistenza individuale e non patologizzante a molte persone trans* e si riconosce alla persona che si presenta all’Unità come unica protagonista nelle decisioni rispetto al proprio processo di transizione.” 

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Abbiamo incluso anche un glossario, il nostro decalogo e le petizioni che facciamo. 

Le nostre compagne sono uscite soddisfatte dall’incontro e giudicano molto positivamente le riunioni.

Inoltre hanno avuto la fortuna di incontrarsi con Jordi Evole e non hanno perso l’occasione per informarlo affinchè ci dia il suo supporto!

Speriamo di poter darvi buone notizie molto presto! 

Se volete supportare il nostro lavoro, potete riempire il formulario di adesioni, quanti più siamo, più forti saremo!

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