I due modelli di assistenza sanitaria per le persone trans* in Catalunya: La Unità di identità di genere e Trànsit

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Questa è la traduzione della nostra pubblicazione  datata il 23 maggio 2016.

Oggi vogliamo analizzare e mettere a confronto i due modelli attuali di assistenza,  ubicati a Barcellona e che offrono copertura in tutta la Catalunya: la Unità di identità di Genere dell’Ospedale Clinico (Hospital Clinic – UIG) e il servizio Trànsit dell’Istituto Catalano della Salute. Abbiamo realizzato questo confronto basandoci sulle nostre esperienze, sui racconti di situazioni vissute  e sulle considerazioni e studi di articoli e perizie effettuate. 

1-Base o modello teorico

La UIG si basa in un modello tradizionale bio medico che considera la transessualità come una patologia organica. Definisce la transessualità come un Disturbo di Identità di Genere (DIG) o Disforia di Genere (Manuale delle Patologie Mentali DSM-V). 

Secondo questo modello bio-medico, il disturbo significa e si esprime come una manifestazione individuale di una disfunzione psicologica o biologica. Per ottenere la diagnosi si valuta la persona in funzione del grado di adeguatezza alle norme del genere (tratti somatici e psicologici che questo modello attribuisce a uomini e donne in maniera stereotipata). Questo modello bio-medico da accesso ai servizi solamente a persone transessuali che rispecchiano l’ideale di questo modello (“da maschio a femmina” o viceversa) e di conseguenza è un modello discriminatorio che esclude tutte quelle persone che non rispecchiano i parametri che questo modello esige. 

Dall’altra parte, Trànsit si basa in un modello biopsicosociale con una visione inclusiva della salute. Definisce la realtà Trans* come un’ ulteriore espressione della diversità di genere e autodeterminazione dell’identità di genere della persona. Per tanto, attende e da accesso ai propri servizi a persone trans*, cioè a persone transessuali così come a tutte le diversità di persone con identità non cisgender. In base a questo modello, l’accesso ai servizi prevede degli incontri di accompagnamento tra professionisti e la persona trans* logo transitdove si presta attenzione e ascolto alla storia della persona, alle sue necessità e desideri e al proprio genere sentito. È la stessa persona che ha il potere di decidere che percorso vuole seguire di quali servizi usufruire. Trànsit si adegua alle necessità di ogni singolo individuo. Nel percorso di accompagnamento medico si lavora con il consenso informato o libera decisione informata e l’accompagnamento psicoterapeutico è in base alla richiesta della stessa persona. 

Il non-questionare l’identità trans* come norma del lavoro di Trànsit, considera che la realtà trans* è un processo che non si basa in una patologia e che ha bisogno, a volte, di assistenza sanitaria. Dall’altra parte, la UIG questiona l’identità trans*, considerando l’essere trans* come una situazione patologica che crea un malessere e che ha bisogno di assistenza medica per adeguare il corpo al genere sentito cosí che si possano mitigare i sintomi.

2-Sviluppo

La UIG è un’unità specifica dell’ Ospedale Clinico di Barcellona (è nata per assistere cap-manso-43521specificatamente alle persone transessuali).

Trànsit è un servizio che viene svolto principalmente nel Centro di Assistenza Primaria (CAP) Manso di Barcellona (è stato creato per offrire assistenza alle persone trans* negli ambulatori) 

3-Proprietà 

La UIG è una unità che offre servizio sia pubblico che privato. Il servizio pubblico ha sede nella Unità di Genere dell’ Ospedale Clinico di Barcellona (UIG), quello privato ha sede nel Barnaclinic, del Gruppo Hospital Clinic. Trànsit è un servizio pubblico dell’Istituto Catalano della Salute. 

La UIG è un servizio di riferimento mentre Trànsit ancora non lo è. Questo fatto uno squilibrio di potere e da la sensazione che sia l’unico servizio valido. La UIG ha molto più potere economico e servizi chirurgici, mentre Trànsit no. 

4-Metodo clinico 

Nella UIG la richiesta viene fatta dal sistema. Questo significa che è il professionista che da accesso ai trattamenti di transizione e che decide se una persona è o non è trans* e che percorso deve seguire. La UIG valuta il genere attraverso di test obsoleti e che violano i nostri diritti, come il “test di vita reale” che dimostra se il/la paziente rientra negli standard sociali di uomo o donna. A radice del test e di critiche e osservazioni si fiscalizza la nostra vita personale le nostre dinamiche sociali e familiari. È evidente che alla base di questa tutela delle nostre identità, corpi e processi di transizione c’è una gerarchia, una relazione di disequilibrio e di potere che il/la professionista e l’Unità sanitaria hanno sulle persone trans*. Si legittima una certa maniera di “essere trans*” e si rifiutano le persone che non si adattano a questa maniera di “essere trans” basato in ruoli, indumenti e concepire di generi stereotipati. Questo modello basato sull’adeguatezza produce una gerarchia di chi è veramente trans* e chi non lo è , è percepito e vissuto da molt* come un atto di violenza che invalida le nostre identità. 

Nell’Unità di Trànsit la richiesta viene fatta dalla persona. Si ritiene che sia unicamente la stessa persona che possa definire la sua identità e le sue necessità mediche, dopo aver ricevuto informazioni oggettive (libera decisione informata). Di fatto, non viene data transidentitiesnessun itinerario di processo di transizione, in quanto si è già coscienti delle molteplici realtà ed è la stessa persona che se lo desidera puó avvalersi di un supporto psicologico individuale e/o di gruppo. Il ruolo di questo servizio di basa nell’autodeterminazione della propria persona. Trànsit si centra nella storia e nei desideri di ogni persona attraverso di colloqui profondi con ascolto attivo e aperto per assistere i malesseri vissuti e accompagnare nel processo di soggettivazione. 

Nella UIG la visita con il/la psicologo/a e lo/la psichiatra è obbligatoria per ottenere la diagnosi e l’accesso ai servizi. Si da per scontata la trifase: psichiatra-endocrinologo-operazioni chirurgiche. L’assistenza psicologica e psichiatrica è orientata alla costatazione/conferma della transessualità in base al diagnostico psichiatrico di Disforia di genere/disturbo d’identità di genere. Inoltre, nella maggior parte dei casi, è obbligatorio partecipare alla terapia di gruppo per poter aver accesso alle operazioni chirurgiche. Nelle terapie di gruppo partecipano molte persone, situazione che non aiuta a ottenere buoni risultati. Visto il gran numero di partecipanti, la persona rimane nell’ombra  e non riesce a trovare ne un sostegno emozionale ne uno spazio per esporre i propri dubbi e paure. La relazione terapeutica è da professionista a paziente. 

A Trànsit la visita con il/la psicologo/a e/o psichiatra è opzionale, a richiesta della persona. terapia-grupoL’accompagnamento psicologico considera il processo come il “metodo orientato a promuovere un profondo auto conoscimento e sviluppo dell’autonomia psicologica, sufficiente per accettare e sviluppare liberamente la propria esistenza”.  Il gruppo di supporto psicologico di Trànsit è opzionale e in formato ridotto. L’attenzione non è focalizzata negli ormoni e negli interventi chirurgici bensì in ciò che il gruppo propone come esperienze soggettive. Le persone che si sentono protagoniste e creano legami di fiducia e di supporto reciproco che suppongono di un quotidiano sostegno reale . La relazione terapeutica è da professionista a persona; da persona esperta a persona esperta.

5-Operazioni chirurgiche

Solo la UIG offre il servizio per le operazioni chirurgiche. Qualsiasi persona che desideri modificare il proprio corpo deve passare obbligatoriamente una visita psicologica e psichiatrica, per una diagnosi di disforia di genere e per un periodo di terapia ormonale. Le liste di attesa per l’intervento di mastectomia vanno dai 6 mesi ai 6 anni circa. I tempi di attesa per la viginoplastica vanno dai 5 ai 20 anni. Dai dati fornitici dal Centro emerge che vengano realizzate 7 operazioni di  vaginoplastica all’anno e 8 mastectomie. Il numero di persone in lista d’attesa per la vaginoplastica è di circa 180 individui. È evidente la mancanza di mezzi per soddisfare le richieste. I criteri di accesso alla lista di attesa e le modalità di priorità seguono dei parametri che non  hanno una spiegazione logica in termini medici: sono morali, sociali ed economici. 

6- Accesso ai servizi 

La Uig discrimina ed è classista e capacitista : discrimina per orientamento, lavoro sessuale, disturbo della personalità, possibilità economiche, per essere una persona immigrata; viene negato accesso alle persone che hanno capacità differenti ( per esempio, problemi di salute mentale)  ecc… A Trànsit, il modello di assistenza è egualitario: l’accesso è universale per tutt* coloro che lo sollecitano e le persone etichettate con patologie mentali cosí come le persone con capacità differenti hanno lo stesso accesso ai trattamenti ormonali come le altre persone. 

paso del tiempoA Trànsit si agevola la comuncazione: la persona puó scrivere per email o telefonare e si risponde rapidamente per prendere un appuntamento nei giorni successivi. Ê importante tenere in considerazione che le persone che richiedono assistenza in questi centri, in molti casi hanno impiegato molti anni cercando di affrontare una situazione che genera conflitti interni e sociali che possono arrivare a essere anche molto gravi. Quando arrivano a contattare il Centro, molto spesso già sanno chiaramente ciò che vogliono. È un sollievo sapere che finalmente potranno soddisfare le proprie necessità e le tempistiche di assistenza possono giocare un ruolo chiave nella vita di una persona.

Ottenere un appuntamento nella UIG è più difficile: a volte si possono aspettare mesi prima del primo incontro e per le visite successive. Questo comporta che i tempi di attesa tra la prima visita e l’inizio della terapia ormonale (nel caso che si desideri) siano molto differenti; nel caso di Trànsit si tratta di un periodo breve, questione di giorni (se la persona ha le idee chiare) e nella UIG i tempi vanno come minimo dai 6 mesi a 1 anno.

Dopo aver letto tutto questo, chi ha ancora dubbi sul fatto che le cose debbano cambiare e che dobbiamo lottare per un nuovo modello di assistenza sanitaria per le persone trans*?

Se volete aiutarci ad ottenere questo cambiamento, non abbandonate queste pagine senza prima aver aderito alla nostra iniziativa!

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